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Editoriale PeC n. 31 - 8 luglio 2002
Investire su J2ME?
Il caso del nostro "Mobile Meter"

F
accio riferimento ad un'esperienza diretta, ovvero alla esigenza di sviluppare un'applicazione in J2ME, in particolare nella versione MIDP dedicata alle applicazioni per telefoni cellulari, che permetta di estendere il nostro servizio "Mobile Internet Meter" già funzionante in Html.
L'applicazione dovrebbe essere rilasciata, a pagamento, ad un utenza di tipo professionale.
Per trovare il partner per la fase di sviluppo si sono seguite tre strade: 1) con i costruttori di terminali, approfondendo in particolare il discorso con Motorola, che molto sta investendo in questa tecnologia, 2) con Sun, 3) con una visita mirata alla Java Conference che si è tenuta a Milano a Maggio 2002 e dove abbiamo anche individuato tre possibili sviluppatori J2ME.
Sono stati quindi stesi due documenti, il primo con una descrizione funzionale e dell'interfaccia dell'applicazione da sviluppare, il secondo con il dettaglio delle specifiche tecniche, come ad esempio l'interfacciamento ai database e i flussi informativi.
Tale documentazione è stata inviata ai fornitori selezionati. In seguito, con due di questi sono stati affrontati nel dettaglio le principali scelte tecniche, in particolare:
  • modalità di collegamento al database
  • modalità di bilanciamento del carico di elaborazione tra il lato server ed il lato client
  • modalità di connessione al server web.
Agli aspetti tecnici vanno però affiancate alcune riflessioni di business, sul ritorno dell'investimento, sul valore dell'opzione di investire tra i primi in una tecnologia nuova, ma dal futuro in parte ancora incerto.
Incerto non solo perchè le specifiche MIDP sono recenti (solo a fine anno si dovrebbero chiudere le nuove MIDP 2.0) e i terminali che oggi sono Java Enabled sono ancora limitati, ma anche perchè ancora è poco evidente se Java MIDP sarà la piattaforma impiegata per applicazioni di business.
L'alternativa, oggi poco percorribile ma che a breve potrebbe essere seria, è l'adozione di applicazioni totalmente web based, sfruttando la capacità dei cellulari di leggere pagine html (v. ad esempio il nuovo SO Symbian 7.0).
Lo sviluppo di un'applicazione su web ha degli innegabili vantaggi, sia sul fatto della piattaforma collaudata, standard e diffusa, sia sul fatto che l'applicazione è trasportabile su ogni sistema e il delivery è assicurato.

Infatti un aspetto da non dimenticare per quanto riguarda la distribuzione di un'applicazione Java J2ME MIDP sta nel fatto che occorre comunque un gateway al quale il cellulare si connette per scaricare l'applicazione midlet. Tale gateway potrà essere fornito dai differenti carrier (ma a quali costi e con quale grado di apertura?) oppure ci si potrà appoggiare a gateway indipendenti (ad esempio all'estero già alcuni gateway offrono tale servizio gratuitamente).
Un aspetto critico, a questo punto, è il fatto che comunque le impostazioni del gateway (APN) andranno inserite e configurate sul singolo cellulare, prima di poter effettuare il download previsto dall'applicazione (es."Meter"). Ciò riduce notevolmente la semplicità di accesso all'applicazione e comunque introduce un ostacolo ulteriore, aggirabile solo indicando procedure chiare o inviando la configurazione via Sms.
Resta infine da considerare l'aspetto del pagamento e del modello di business, in quanto se l'applicazione viene venduta su abbonamento deve poter prevedere la possibilità di disattivarsi e riattivarsi periodicamente. Questa situazione va considerata fin dall'inizio, perchè costituisce una variabile importante nel processo di sviluppo del codice e delle scelte progettuali.

Al momento la decisione di rendere il " Meter" compatibile con J2ME non è stata giudicata prioritaria
, in quanto si è valutato che l'investimento richiesto per la messa a punto non poteva essere giustificato dalla semplice esigenza di fare pubblicità al servizio, mediante questa innovazione. Del resto, essendo il nostro "Meter" rivolto ad uno specifico target di utenza, abbiamo valutato che il mercato addizionale acquisibile fosse troppo limitato, poichè occorreva tenere conto del fatto che in prospettiva quasi tutta l'utenza professionale interessata ad impiegare il "Meter" su J2ME sarà anche dotata di un cellulare che supporti l'Html.
Ampieremo pertanto i nostri test in questa direzione, pur restando disponibili a collaborare con le Aziende che intendano investire su J2ME per il "Meter", sistema di misurazione e benchmarking che sta diventando sempre più conosciuto ed apprezzato, della cui cosa ringrazio tutti coloro che lo impiegano, dai più fedeli sino all'utente che si è aggiunto qualche secondo fa.


Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 30:
"La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23: "Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21: "Meglio perderli"
n° 20: "Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"