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Non è un argomento nuovo, ma forse é il momento giusto per riproporlo. Perchè le crescenti esigenze di comunicazione mobile da parte degli utenti e la disponibilità di reti basate su una unica tecnologia IP rendono finalmente possibili applicazioni e servizi integrati. Il nuovo scenario dimostra come tutte le reti dei carrier utilizzino bakbone IP e le reti aziendali siano sempre più Intranet (ora anche con soluzioni Centrex). Oltre alla evoluzione su rete fissa legata alla larga banda su xDSL, nel campo dei “senza fili” le Public WLan e le Private WLan si sono parimente sviluppate. Inoltre i terminali sono IP based, da un lato un Pc diventa anche un telefono derivato, ad esempio, di una Wlan, mentre un Pda-smartphone si presenta come un terminale da cui consultare e-mail in modalità push e pull. Inoltre i vendor rendono disponibili soluzioni che permettono il mantenimento di sessioni alla spostarsi di provider di connessioni (incapsulamento IP). La comunicazione a larga banda in mobilità è perciò uno degli aspetti più importanti su cui si disegna la proposta convergente degli operatori di telecomunicazioni. Si tratta ora di capire quali sono le scelte del gruppo Telecom Italia, che possono condizionare il mercato italiano. Personalmente resto sempre dell’idea che la Sim mobile debba essere posta al centro di tale strategia. Ciò per tanti motivi: da quelli legati al cliente (billing, crm) a quelli del sistema (sicurezza, profili servizi). Affidare all’esperienza di Tim la proposta cellulare e wireless in modalità convergente sarebbe utile, anche per evitare sul mercato possibili azioni da parte dell’Antitrust atte a contrastare la posizione dominante del gruppo. Inoltre si deve considerare che il principale competitore, Vodafone, dispone già di 900 hotspot Wi-Fi sul territorio italiano. Se si osserva il mercato della comunicazione mobile in ambito business risultano evidenti gli sviluppi del mercato negli ultimi anni. Sia Vodafone che Tim hanno conseguito una interessante crescita nel traffico dati e la loro proposta si è via via arricchita, sia dal punto di vista della connettività - ad esempio Pc card per Gprs, Edge, Umts - sia dal punto di vista delle applicazioni, ad esempio localizzazione, sales force automation e posta elettronica. La posta elettronica si dimostra la killer application trasversale a tutti i segmenti di mercato. Lo sviluppo dal lato dei terminali è in via di completamento: a BlackBerry si è aggiunta Synchromail (da terminale con SO Windows Mobile si accede attraverso una sincronizzazione automatica oppure si riceve notifica attraverso un Sms). Ora Tim offre anche servizi in modalità Asp per coprire tutte le fasce di mercato, da Soho a Pmi a Enterprise. Inoltre Microsoft, entro quest’anno, renderà disponibile un aggiornamento software che permetterà a PDA e smartphone con Windows Mobile 5.0 l'accesso diretto alle email con direct push. In Italia nel 2004 la crescita dei servizi e-mail in mobilità è stata pari al 75% ed i dati relativi ai benefici indotti alle aziende sono confortanti: secondo Tim l’impiego di una soluzione basata su BlackBerry permette di ridurre i termpi operativi di 47 minuti in media al giorno. L’offerta di tecnologie nel campo della comunicazione mobile a larga banda si fa sempre più ampia. Mentre il Ministero delle Comunicazioni cerca di rilanciare il WLL, per WiMax cominciano le sperimentazioni sul campo. Alcatel, Nokia e Intel hanno definito un’allenza strategica per accellerare il processo di standardizzazione di WiMax e le prime soluzioni di tipo fixed outdoor sono disponibili. Intanto, sempre in questi ambiti, Motorola presentata la sua soluzione Canopy per reti wireless di accesso a larga banda per Isp, aziende ed enti, con modalità punto a punto e multipunto. Inoltre, se nel campo del cellulare Tim intende più velocemente muoversi da Edge a Umts, Ericsson ha già presentato HSDPA, evoluzione della terza generazione, che permette 9 Mbps e sarà disponibile già nel 2006. Per completare questo scenario è doveroso aggiungere qualche considerazione che riguarda i costruttori di terminali, che spesso condizionano lo sviluppo con le loro scelte di capacità produttiva, di SO e di interfaccia. La mancata disponibilità sul mercato di nuovi terminali e la difficoltà di disporre di modalità standard per usufruire dei servizi frenano lo sviluppo di nuovi mercati. Ma, anche grazie alla presenza dei nuovi competitori asiatici, i vendor leader stanno cambiando. Forse oggi non è un sogno disporre di un solo device, anche se non è ancora una realtà per la stragrande maggioranza degli utenti. Anche perchè alcune analisi dimostrano come l’adozione di un unico terminale potrebbe portare alle aziende un minor costo di comunicazioni variabile dal 28% al 38%.
La grande varietà dell’offerta tecnologica che viene proposta al mercato della comunicazione mobile appartiene a generazioni diverse e non sempre si è sviluppata secondo standard. Basti pensare all’RFID, la cui diffusione richiede più attenzione ai processi gestiti e all’affidabilità dell’architettura. Più in generale per le reti Wi-Fi il fattore qualità può far la differenza, ma dipende sempre da quanto è disposto a pagare il mercato. Se si analizzano le linee guida relative alla implementazione di reti wireless si constata che gli aspetti più trascurati sono la diagnosi ambientale e l’attivazione della crittografia collegata alla sicurezza delle comunicazioni. Per gran parte delle applicazioni industriali la scelta dell’operatore mobile oggi non è un problema, la disponibilità in termini di copertura e banda sono adeguati: il passaggio da Gsm a Gprs è praticamente scontato. Maggiori problemi si presentano sul versante Umts per la disponibilità dei terminali. Mentre, per quanto riguarda le prestazioni di velocità trasmissiva, sta crescendo la sensibilità dei clienti verso la garanzia sull’affidabilità dell’applicazione piuttosto che sulla banda dedicata. Resta poi il vincolo legato alle cultura e alle competenze degli intermediari: software house e distributori, ma anche responsabili dei sistemi informativi, che pongono resistenza a questi cambiamenti per paura di essere emarginati. E va anche sottolineato che i benefici più importanti si ottengono solo se le nuove tecnologie vengono adottate da tutti gli attori della filiera, sino al più piccolo punto di vendita o di assistenza presente sul territorio. I maggiori protagonisti dell’offerta debbono pertanto aumentare le azioni di sensibilizzazione e formazione per fare in modo che queste innovazioni vengano diffusamente accettate dal mercato. Mario Massone mario.massone@markab.it
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